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domenica 29 ottobre 2017

Palermo secondo me

Palermo è una città rumorosa. Un posto che si fa sentire. Con il traffico, le auto incolonnate, gli autisti di pullman con una pazienza infinita ad aspettare che gli incroci si rendano liberi. Una città multietnica pakistani, indiani, africani a riempire negozi di alimentari e in giro per il mercato di Ballarò. Palermo sono i bidoni dell'immondizia che si riempiono di giorno e magicamente si svuotano ogni notte, a Palermo si mangiano arancine e pane e panelle e tutte le strade sanno di pane abbrustolito.
A Palermo le persone sono come le vedi, sono sostanza e nella maggior parte dei casi zero convenevoli. E tutti ti vogliono aiutare con le loro indicazioni disordinate, poco sintetiche e trafficate anch'esse.
Palermo è una città che ha visto molti cambiamenti. Una città che ha visto moltissimi passaggi. Una città che è stata ricostruita un sacco di volte in cui tutto sembra provvisorio, nulla è come era in origine. Una città bellissima, dove la bellezza si nasconde dietro la decadenza. Dove puoi trovare palazzi nuovi e ordinati accanto ad altri che conservano un'ombra di bellezza, un battito di ciglia, un filo di trucco. Palermo è una cadenza che ti acchiappa, ti strattona un pò e non ti lascia mai. È il cameriere che ti racconta il menu come se fosse un segreto inconfessabile, è la cassiera che ti chiede impettita se hai la tessera "mizzica" come se fosse la cosa più seria e scontata del mondo. Sono i dolci dalle porzioni stratosferiche. È farsi il bagno nel mare di Mondello a fine ottobre. Palermo sono le mille facce dai mille colori che ne popolano le strade. Palermo è l'orgoglio di essere siciliani. Sono le scritte in dialetto per dire "spingere la porta" (in siciliano "ammuttari"). Sono i cartelli sui negozi che ti dicono di chiedere di "Alfio". Sono i ragazzini che vanno al bar chiedono un bicchiere d'acqua al barista senza nemmeno chiedere e senza ringraziare. Palermo è la città dove non chiedi permesso ma dove sei sempre onesto. Ma più di ogni altra cosa Palermo è molto di più di quello che da a vedere. Un posto che potrebbe essere grandioso ma che, almeno per ora, preferisce semplicemente essere grande.

venerdì 20 ottobre 2017

Angeli

Ci sono persone che ti cambiano per sempre. Passano attraverso la tua vita, ti tendono una mano e quando la afferri e lasci che ti asciughino le lacrime ti guardi allo specchio e non sei più la stessa. E la vita può fare giri immensi ma il cuore rimane sempre li, tra quelle ali di angelo che ti sono state vicino. E chi ti aiuta quando la vita si fa dura ed il cuore ti è andato in pezzi non te lo scordi più. E un pezzo del tuo cuore sarà sempre in mano a quell'angelo. Perché asciugandoti le lacrime un pezzo di quell'amore è passato attraverso di te cambiandoti per sempre e cambiando il tuo angelo per sempre.

lunedì 2 ottobre 2017

Edizioni limitate: Profumeria San Federico

Esiste un piccolo scrigno profumato proprio sotto i portici di via Roma ad un passo dal cinema Lux, nella galleria San Federico. Sembra di entrare in una farmacia antica con tutti i medicinali disposti perfettamente in fila sugli scaffali. Ma invece sono oggetti preziosissimi. Il personale è molto preparato e trasmette la sua passione per i profumi anche ai neofiti.
Mi spiegano che per arrivare a realizzare una fragranza ci sono tantissimi aspetti da considerare, non semplicemente l'abbinamento delle essenze ma ci sono nasi che studiano anni come comporre le profumazioni. Il maestro profumiere oltre che artista è un chimico: sa come arrivare ad un risultato partendo dalla combinazione di elementi. Qui si vendono brand di nicchia.
Mentre sono nel negozio suona una cliente. La signora molto elegante si reca tutti i giorni al negozio per una spruzzata di un profumo di cui all'anno se ne producono pochi pezzi e distribuiti solo in determinati capoluoghi italiani. Il profumo è in produzione al momento ed è studiato nel minimo dettaglio: dalla scelta degli ingredienti (dei fiori di vaniglia che arrivano da Haiti) alla realizzazione. Il produttore è un uomo francese ricchissimo che realizza profumi per diletto. Il profumo qui è quasi un marchio di fabbrica, come dire al mondo che chi lo indossa è in edizione limitata (come la fragranza stessa). Dopo la sua spruzzatina settimanale in attesa che le arrivi il suo profumo la signora gira i tacchi e se ne va via con la sua Chanel. In questa profumeria potete trovare anche balsami per labbra, shampoo in confezioni di alluminio, profumi solidi in confezioni simili a mini trousse, dentifrici profumatissimi. Insomma è il posto giusto per sentirsi unici e irripetibili: costi non accessibili a tutti ma la qualità paga. Da provare!

venerdì 29 settembre 2017

Un cuore francese a Torino: Si-Vu-Plè

Esiste un piccolo angolo di Francia a Torino che si chiama Si-vu-Plè nel cuore di San Salvario (via Berthollet 11, Torino). Un posto con un nome delicato e cortese, educato. In francese vuol dire "per favore". È un posto in cui entrare in punta di piedi senza fare rumore che ti sa colpire con la sua aria fresca ed elegante. All'interno fa capolino la scritta " bonheur" (felicità) scritta con il gessetto bianco su una superficie nera fatta a cuore. Come a dire che la felicità è sempre a forma di cuore. Dentro tavoli piccoli e quadrati che ti fanno sentire in un bistrot parigino raffinato ed esclusivo. Accanto a questi anche tavoli più grandi per incontrare magari qualche sconosciuto, parlare del più e del meno mentre bevi un caffè o un bicchiere di vino. Prezzi onestissimi. Formaggi francesi e marmellate in barattoli piccini piccini. Grandi vetrate su un ambiente fatto di legno. Un tocco di lilla qui e là che ti fa pensare alle distese di lavanda in Provenza. Giornali da leggere mentre sorseggi un tè o fai merenda con un vasetto di yogurt.
Corsi di lingua organizzati da una delle due ragazze che lavorano al locale che si tengono alla Casa del Quartiere. Infatti la padrona di casa arriva dalla Francia. Le chiedo: "che ci fa una francese a Torino?" mi risponde "è l'amore". Dev'essere proprio così allora, che la vera felicità sta nel posto dove abita il cuore.

lunedì 25 settembre 2017

Come dalla nonna: Baz

Esiste un baruccio proprio all'angolo di Torino che ho scoperto qualche settimana fa. Ti affascinano i colori brillanti che ne contraddistinguono il nome. Si chiama Baz (via Giovanni Somis 13 a Torino). È un posto speciale. Ti sembra di essere un po' all'Ikea con le sue scritte geometriche e coloratissime, un pò in Francia con questo look che sa di lavanda e legno chiaro e infine anche un pò a casa della nonna. Sedie di legno colorate con il colore un pò saltato negli angoli, lampade fatte di trasparenze colorate e tondeggianti che fanno pensare ai lampadari dei primi anni '80. Il telefono a disco, che non si usa più. Scritte ordinate e dal tratto netto e pulito che indicano tutti i prezzi, pareti bianche pulitissime e soprattutto la qualità dei prodotti. Focacce bianche o integrali ad un euro. Tutti i prezzi indicati con precisione e chiarezza sulla vetrina interna.
Un tavolo per i bambini con i pennarelli. Giornali disposti in maniera ordinatissima per gli adulti.
È come fare un salto nel passato, un passato caldo e familiare. Come la focaccia di cappuccetto rosso preparata per la nonna. Qui ti sembra di stare a casa. La gentilezza del personale che sa accoglierti con un sorriso timido e discreto. I materiali semplici e puliti. Tutti vetri colori e cose che ti fanno pensare ai sabati pomeriggio passati a casa della nonna davanti alla TV. Un posto dove tutto sembra casuale ma non lo è affatto. Ah! Dettaglio da non trascurare. Acqua a volontà e gratis. Un posto per tutti e, quel che è meglio, per tutte le tasche.

mercoledì 23 agosto 2017

10 consigli per coltivare la felicità

Tempo fa avevo tappezzato alcuni posti di Torino che mi piacciono molto con dei biglietti. Erano le mie personali regole della felicità.

Se ve le siete perse, eccole qui!

LE DIECI REGOLE DELLA FELICITÀ

1. Coltiva dei piccoli momenti di ribellione

2. Non dimenticarti degli amici e coltiva i tuoi interessi

3. Credi in te stesso ed in ciò che fai

4. Cosa desideri veramente?vai a prendertelo

5. Corri dei rischi

6. Pensare al problema non risolve il problema: esci e distraiti!

7. Ogni giorno trova almeno tre motivi per essere felice

8. Corri a conoscere il mondo 

9. Fai qualcosa di concreto per aiutare gli altri

10. Perdona

martedì 22 agosto 2017

Fino alle nuvole

La scorsa settimana ho fatto un percorso di 3 ore e mezzo circa in montagna, sei ore circa andata e ritorno. Dal nulla sono arrivata ad un'altezza di più di 2000 metri. Ho comprato le scarpe da trekking e via. Pensavo che non ce l'avrei fatta quando mi hanno detto che la meta stava talmente in alto da sembrare sulla sommità delle nuvole, avevo la tentazione di rinunciare, di tornare a casa.

Invece sono rimasta lì. Ho cominciato ad andare, con i miei compagni di viaggio. E mentre camminavo, stanca per la salita e con il timore di non riuscire ad arrivare alla fine, mi sono chiesta quante volte nella vita si pensa di non farcela. Ci scoraggiano le salite, la stanchezza, le difficoltà. A volte più di tutto ci scoraggia l'idea di non riuscire. E invece riuscissimo?

Continuavo a camminare, mi accorgevo di potercela fare. Salivo più in alto e poi ancora più in alto. Volevo arrivare.

 

Capivo che era quello il modo di affrontare le cose. Incominciando. Mettendosi in cammino. Accettando la verità assoluta che i momenti più bui e difficili, quelli che ci fanno sentire soli ed incompresi siano la possibilità di cambiare, di imparare. Accettare che siano le difficoltà i nostri veri maestri di vita. Che se ci si sente stretti in un angolo, dobbiamo trovare il modo di modellarci a quell'angolo per stare comodi: non perché le difficoltà vadano sempre assecondate passivamente, ma perché abbiamo tutti  una capacità di adattamento e una determinazione superiore a quanto immaginiamo: siamo sempre più forti di quanto crediamo di essere. E se pensiamo ai periodi più brutti che abbiamo vissuto, che ci siamo lasciati dietro le spalle possiamo avere la certezza che ce l'abbiamo sempre fatta.

Così ho camminato. Nonostante il caldo, nonostante l'altezza, nonostante l'aria stesse diventando talmente sottile che mi girava la testa, nonostante i miei compagni di viaggio fossero più veloci di me, nonostante ad un certo punto mi sembrava di non vedere la meta e che non sarei mai arrivata. Non mi sono arresa. Ho avuto fiducia. Ho camminato, seguendo i miei tempi e i miei ritmi.

Se stai passando un brutto momento, se hai paura di qualcosa, comincia da lì. Fidati della tua paura prendila per mano e mettiti in cammino. E mentre cammini ogni tanto fermati a guardare tutta la strada che ti ha portato dove sei adesso. Fermati ad ammirare il paesaggio. Quella strada parla di te. Dice che ce la puoi fare sempre e quando questo momento sarà finito sarai più forte di prima.