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venerdì 20 aprile 2018

Ostrica


Vorrei che non ti dimenticassi di te e della persona che sei

che non perdessi la tua luce rincorrendo una pallida ombra di qualcun altro

pensassi di non essere abbastanza e che senza di lui non saresti nulla.

Tu sei tu. Tu sei speciale. Tu vai bene come sei.

Qualunque guerra tu stia combattendo, ce la farai.

Qualunque cosa desideri veramente, arriverà.

Non sei sola, non lo sei mai e meriti tutto l'amore del mondo.

Ed il mondo è fonte di nutrimento per te.

Abbi coraggio. Il coraggio di fidarti di te. Di essere chi sei.

Il coraggio di attraversare l'inferno e uscirne più forte di prima.


giovedì 19 aprile 2018

Hooponopono

Ringrazio chi ha creduto in me più di quanto facessi io, a chi ha preso le mie parti senza che nemmeno glielo chiedessi. A chi c'è sempre stato e forse non si è mai fatto vedere, a chi tiene alle persone ancora prima che a tutto il resto. A chi mi vuole bene magari in silenzio. A tutto l'amore che mi circonda. E so che è davvero così.

mercoledì 18 aprile 2018

Kintsukuroi

Io non lo so proprio se esiste una formula perfetta per l'amore, una specie di incantesimo per vivere felici e contenti sempre o quasi sempre. È la promessa di fedeltà a garantire il buon andamento di una relazione?
Così come la gelosia non garantisce la fedeltà, l'infedeltà non determina necessariamente la fine di un rapporto.
Conosco persone che tradiscono il partner per mille motivi diversi: noia, trasgressione, mancanza di amore, possessività del partner, non possessività del partner. Non so come si rimanga tutta la vita con qualcuno. Appartengo a una generazione che non è capace forse di mantenere un rapporto ma che è più abituata a cercare la propria felicità individuale. So, per esperienza diretta, che sono capace di mollare tutto e ricomnciare daccapo. Ma restare? Quella è un'altra storia, forse un pò per tutti.
Una volta i matrimoni rimanevano in piedi perché il divorzio era inaccettabile. Ora è inaccettabile essere infelici ma forse si tende a disfare le cose con troppa facilità, nella convinzione che la felicità corrisponda a saper lasciare, mandare all'aria tutto.

Credo che l'amore vero sia, come si legge nel "piccolo principe" lasciare un posto nel cuore per una determinata persona in modo da garantirle il ritorno ma senza pretenderne la presenza o desiderarla tutta per sé... Questo per lo meno idealmente.
Ho capito negli ultimi giorni che ci sono molte cose che sfuggono al nostro controllo. Forse la maggior parte. Non possiamo controllare l' amore, né chi amiamo. Non possiamo controllare a volte nemmeno noi stessi e le nostre reazioni.
Però possiamo scegliere. Scegliere che strada seguire e percorrere. E sono le scelte a dire davvero chi siamo.
Quindi i maghi veri, i dispensatori di incantesimi e magie secondo me sono quelli che sono capaci di ricucire dove si è creata una crepa, di ricamare per rendere quella frattura qualcosa di bello e unico. Qualcosa che arricchisce e crea un tessuto diverso dall'inizio, più speciale di prima perché è passato attraverso un sacco di strattoni.
Che la felicità vera secondo me è saper dimostrare sempre di voler restare e di stare più stretti quando le cose si fanno complesse.

giovedì 5 aprile 2018

Alicante

Eccola qui, una poesia di Prévert che non ho mai dimenticato.
Il poeta descrive, disegna o forse fotografa un immagine. Sembrerebbe proprio una fotografia a rappresentare una scena mattutina: una stanza alla luce del giorno, una donna in un letto, un arancia sul tavolo rimasta lì forse dopo una cena interrotta così ed un vestito sul pavimento. Poche pennellate, una scenografia, con cui Prévert ci dice moltissime cose. Ha passato la notte con questa donna che immagino bruna, con i capelli scarmigliati che dorme a pancia in giù. L 'assenza di un legame vero tra lei e il poeta che è l'io narrante della scena ma anche l'occhio attraverso cui la realtà viene filtrata. L 'impeto della passione per cui un vestito giace a terra anziché essere posato da qualche parte, un arancia: siamo a casa di qualcuno forse? E lo sguardo dell'uomo che accarezza il corpo di questa donna come se fosse velluto.
Prévert si è occupato di cinema ed in effetti sembra quasi il regista di questa scena. E ci sono dei concetti che si ritrovano spesso nelle sue poesie: l'amore, visto come una forma di libertà assoluta tra due persone, circoscritto al momento presente: una dimensione che sembrerebbe precludere il futuro proprio perché ha un senso nel qui ed ora. La ribellione, il disprezzo per le regole (un vestito per terra), la semplicità delle parole che catturano il lettore con estrema facilità, che paiono messe lì senza un' intenzione precisa, come se anch'esse fossero state scelte sulla scia di un momento. Prévert aggancia il lettore alle sue vetrine con un lessico immediato, quotidiano. In un attimo ci si ritrova nella sua realtà che però dice molto di più di quello che sembra. Anche qui. Una donna nuda in un letto. Una scena comune. Chi è? Sua moglie? Una donna qualsiasi? Cosa è successo tra loro? Tutto sembra familiare e dolce. Un' arancia, che è insieme un gusto, un profumo, un colore. E questo "presente del presente" dolcissimo.
Un vestito per terra. Di che tessuto sarà? E poi la freschezza della notte: una sensazione, un brivido che sfiora la pelle come se il poeta stesse accarezzando il lettore sulla guancia e potesse trasferirgli le sue sensazioni.
E all'incipit di tutto il titolo: Alicante. Il titolo è molto significativo a mio avviso e polisemico. Alicante è una località nel sud della Spagna ma è anche il nome di un vino e di un tipo di uva. Ancora una volta Prévert sceglie un colore e ci conduce verso un gusto, ci cattura con la sua realtà solo accennata e mette letteralmente il lettore ai suoi piedi. Che ruolo ha il titolo nella scena descritta? I due avranno bevuto? La donna è spagnola? Si trovano in una località meridionale della penisola iberica?
Oppure è un allusione a quanto l'amore o la passione possano inebriarci e disinibirci come il vino?
Molti sostengono che spesso si può comprendere molto dalle domande giuste. Se si applica questo concetto a questa poesia di Prévert si può decisamente affermare che Alicante sia un'enorme strumento di comprensione della realtà agli occhi del poeta.
Un' osservazione: Prévert è anche autore di una raccolta di poesie che si chiama "Paroles".Questo ci dice quanto fosse importante per lui la parola come strumento di comunicazione. Quindi quanto potente potesse essere uno strumento di comunicazione come la poesia. Le parole di per sé stesse, forse anche avulse da ogni contenuto o significato. Molte delle sue poesie sono un gioco di assonanze o di suoni ("Je suis come ne suis") come se la parola avesse un senso indipendentemente da tutto, dal contesto o dal significato. C'è anche forse il desiderio di prendere la realtà in modo scanzonato e a volte leggero. O forse anche proprio nell'utilizzo di uno strumento potente ma comunque non concreto e fisico come la parola la ribellione e la libertà di esprimersi in modo irriverente e senza alcun condizionamento tipico di ogni artista.

lunedì 2 aprile 2018

Parole e poesia

Vorrei poterti dire che ti amo senza dover usare le parole, che a volte le parole incasinano tutto.
Vorrei che esistesse un abbraccio esatto per dirtelo. E magari c'è.
Vorrei che fosse facile ammettere di sentirmi un pò sola, un pò smarrita e un pò vulnerabile così non avrei bisogno di allontanarmi un pò.
Vorrei ricordare a quella bambina spaventata che ce l'ha fatta sempre.
Vorrei accarezzarle la testa, darle un bacio e ricordarle che ci penserò sempre io a lei anche quando il mondo sarà buio, freddo e cattivo.
Ma a volte ci si dimentica di tutto come se fossimo finiti in un posto che non c'è, dove non ci sono sentimenti e certezze.
Però è la solitudine che mi aiuta a cercare la poesia nelle cose e nel mondo. Come quando di inverno ti piace il freddo perché sai di poter tornare a casa sotto le coperte.
E quindi accolgo questo freddo come Ulisse che ascolta le sirene anche se ne è spaventato. E la poesia sarà la mia corda per rimanere attaccato all'albero maestro.
E smetterò di cercare fuori di me le cose che stanno dentro. Che a sbagliare sono capace da sola e se non ci riesco imparerò. E imparerò a fidarmi di me stessa. E imparerò a fidarmi di me.

giovedì 29 marzo 2018

Primavera

E il tempo a volte sembra non passare, le cose immobili come se fossero inchiodate alla vita.
E poi qualcosa cambia sottile sottile, come il corpo delle libellule che fendono l'aria. E gocce di pioggia spariscono nel mare e non le vedi più. E si trasformano le cose e la realtà.
Cosi piano e impercettibilmente le cose cambiano in modi così delicati che non ce ne si accorge. E il sole si porta via la pioggia e la tristezza. E non sai nemmeno da che parte sei finito, hai solo la sensazione bella di aver attraversato ponti e prove e di esserne uscito indenne.
E qualcuno ti vede, ti riconosce e ti dice che ora si che sei tu. Ora si vede chi sei.
E ci sono volute tante cose per arrivare fino a qui. Tante scelte o forse incroci del destino. Ma sai che quegli incroci li hai attraversati tu, da sola. E come e quando sei arrivata a te nemmeno lo sai. Però ora sei tu. E mai avresti detto che conoscerti sarebbe stato così difficile. Mai l'avresti creduto possibile.
E in questa primavera di fiori profumati, di luce che bacia i palazzi, di pomeriggi caldi e assonnati in questa bella Torino che è sempre lei questa consapevolezza silente e tranquilla la porti con te.

domenica 25 marzo 2018

Altrove

Se potessi mettere insieme tutto il tempo passato a pensare a cose che non potevo cambiare
Se potessi raggruppare tutto l'amore e tutto il bene dato
Se potessi mettere insieme tutto il dolore, le sconfitte, i pianti
Se potessi tornare indietro e cambiare strada
Se potessi sommare tutte le promesse non mantenute
Se potessi cacciar via la tristezza che tutte queste cose insieme si portano con sé
E recuperare qualcosa di bello in mezzo alle rovine di una guerra di silenzi e allontanamenti.
Se potessi trovare un senso dove il senso forse non c'è.
Prenderei il tempo e davvero lo accartoccerei come si fa con fogli, così che ogni momento possa star vicino all'altro ed avere una forma precisa.
Ma il tempo come la sabbia ci passa in mezzo alle dita in granelli minuscoli e se ne va via. E ne serve molto per capire le cose e a volte non basta nemmeno tutto il tempo del mondo a capire cose  che non si possono capire.
E tutto quello che so è che sono esattamente dove devo e desiderare un altro posto è far torto a tutto quello che il tempo mi ha portato ad essere ora.